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Thursday, September 19, 2013

Off Topic: A 'dirty' review

On some occasions, posts are written in Italian, namely when they refer to books unavailable abroad, especially if they don't have a link to Tasso criticism. But tomorrow a more consistent review (in English) of more pertinent volumes will be published.

Il libro è arrivato in redazione con dedica "A M. R. V. [la caporedattrice] con la stima" dell'autore, anche se ogni volta il 'lavoro sporco' di leggerlo e recensirlo tocca al sottoscritto. Sporco per sporco, allora ecco una recensione scorrettissima, scritta dopo una  lettura affrettata, e solo del primo capitolo. Anche vero che di Marco Guzzi e del movimento Darsi Pace si era già parlato (vd qui). E anche stavolta, l'intento è offrire un metodo cristiano di "sviluppo del Sé" che sia "adatto ai nostri tempi". Il buono è la capacità di fare tesoro della grande tradizione cristiana, lasciando da parte la paccottiglia alla moda per concentrarsi sull'essenziale.

Una citazione notevole, da pag. 28: "La comprensione delle nostre distorsioni psichiche e delle ferite che le hanno provocate non potrebbe di per sé produrre la loro perfetta guarigione, non potrebbe cioè ri-generarci fino in fondo, se non potessimo attingere a una sfera indenne, a una Potenza Sorgiva, a un Principio libero da tutti i condizionamenti del (nostro) passato, a un Essere As-soluto, che sia capace di operare in noi un vero ricominciamento". Ossia quel "mistero sorgivo che chiamiamo da sempre DIO", dove riecheggia il quod omnes dicunt Deum di Tommaso d'Aquino. Così come risuonano grandi parole dimenticate, ancorché problematiche: Ordine divino... ordo, dharma, rta...

Ciò detto, l'altro merito del libro è di prestarsi a un'analisi di tipo interlucutorio, in pratica a critiche sperabilmente costruttive per entrambi. Eccone qualcuna sparata a pallettoni e... Guzzi, se ci sei, batti un colpo.
1) Si insiste sulla novità, unicità, eccezionalità, messianicità della nostra epoca. Ma questa non è, da millenni, l'illusione di un esercito di autori, peraltro validissimi?
2) Qui e altrove emerge un interesse per le religioni orientali. A pag. 31, in nota, si cita Henri Le Saux, ma non c'è traccia di un nome che invece potrebbe rivelarsi proficuo in questo tipo di percorso, per evitare trabocchetti: Raimon Panikkar.
3) E sempre in quest'ambito, il lavoro di gruppo di Darsi Pace prevede anche "tecniche di concentrazione e di sviluppo della consapevolezza che derivano almeno in parte dalle tradizioni spirituali asiatiche (yogiche e buddhiste)" che "servono come preparazione alla preghiera cristiana vera e propria". Ma appunto, fare zazen in vista di qualcos'altro, anzi in vista di qualcosa, significa snaturarlo in radice.
Ecc. ecc., ma ora... pace!

Post scriptum (ore 20). Oh, adesso sì, dopo aver percorso il volume per intero, si può fare qualche osservazione più sostanziosa. Le grandi linee offrono un intreccio psico-cosmo-teologico come non se ne vedevano da secoli. Più si va avanti nella lettura, più si nota quanto sia coraggioso questo modello di spiritualità che, a prima vista, potrebbe sembrare uno dei tanti gruppi di preghiera e formazione. Pur con tante sfumature - e nonostante le varie pezze di appoggio nella tradizione e addirittura nella gerarchia cattolica -, lo si può caratterizzare come un sistema gnostico, ben ammodernato e con una forte impronta personale, come poteva essere il cristianesimo alternativo di un William Blake. Il punto dolente resta la presentazione abbastanza approssimativa delle altre religioni, in particolare l'ebraismo. Ma a un autore bisogna chiedere cosa 'sa' del suo Dio, non di quelli altrui. E poi, sempre meglio questo che le minestrine insipide che ammanniscono i saggisti "politicamente corretti".

Marco Guzzi, Imparare ad amare. Un manuale di realizzazione umana [Learning to Love: A Handbook of Human Realization], Milan: Paoline, 2013, pages 246, euros 15