SeeStan ChapLee

Wednesday, February 4, 2015

Tolkien, "The Fall of Arthur" 1: 18-38

Un Fato a doppio filo   lo trascinava avanti;
con malizia Mordred   gli intestardì la mente
dicendo: "La guerra è giusta,   assurdo attendere.
Atterra i loro templi,   restino le loro roccaforti
spezzate e spoglie,   devastati i loro porti;
le loro isole immuni   da eserciti in marcia
o da regnanti romani,   ora esalino al cielo
in fuochi ultori!   Sia feroce la tua mano,
ti scorti sempre la Fortuna.   Va' e sfonda!
E Britannia la benedetta,   tuo buon regno,
io ti manterrò intatta   fino al tuo ritorno.
Fedele mi avesti sempre.   Quale orco oserà
guerreggiar guerra fin qui   o aggredire le mura
di questo regno di mare   finché Arthur respira,
se pure il lupo dell'Est   nelle sue proprie selve,
messo alle strette,   si batte per la vita?"
Così parlò Mordred,   perfino avendone elogi.
Neppure Gawain notò   trame o tradimento
in quella valente voce:   voleva troppo la guerra,
poiché nelle mollezze   era maturato il male
che aveva travolto   la Tavola rotonda.