SeeStan ChapLee

Sunday, February 8, 2015

Tolkien, "The Fall of Arthur" 1: 39-60

Così Arthur in armi   avanzava verso oriente
bandendo battaglia   per quelle distese selvagge.
Gli atrii e i templi   dei prìncipi di paganìa
prese con potenza   nella sua corsa di conquista,
dalle foci del Reno,   contro regni innumerevoli.
Ma languiva senza Lancelot;   Lionel ed Ector,
Bors e Blamore   non s'aggiunsero alla guerra.
Ma gli stettero accosto   forti Lord alleati:
Bediver e Baldwin,   e Brian dall'Irlanda,
Marrac e Meneduc   dalle torri montane;
Errac, e Iwain   del lignaggio di Urien
che regnava in Reged;   Cedivor il valoroso
e, parente della Regina,   Cador l'impetuoso.
Il più grande era Gawain,   la cui gloria sorgeva
in quel tempo al tramonto:   leale, cuor-di-leone,
unico tra i Cavalieri,   rotto a ogni prova,
difesa e fortezza   di un mondo al tracollo.
Come fosse una sortita   da una città assediata,
così li guidava Gawain.   Come squillante chiarina
udivi la sua voce   all'avanguardia di Arthur;
come marchio arroventato   la sua spada, sguainata
più avanti dei primissimi,   riluceva come il lampo.