SeeStan ChapLee

Sunday, March 1, 2015

Tolkien, "The Fall of Arthur" 1: 190-220

Gawain reagì in tono   grave, lentamente:
"Meglio, a me pare,   che gli uomini di Ban
stiano a Benwick   senza dare altro appoggio
al truce tradimento.   Ma pre-sento il peggio.
I veri amici verranno fuori   innanzi al nemico.
Se Lancelot vuole che riluca   la sua lealtà,
palesi pentimento   obliando l'orgoglio,
e corra, non chiamato,   in soccorso del Re!
Preferisco però con pochi   ben provati
correre il rischio,   anziché con daghe dubbiose
e scudi disonorati   di alleati malcerti
infittire le fila.   Perché sarebbero preziosi?
Se tu anche assoldassi   legioni da ogni landa,
di elfi o di mortali   dai margini della Foresta
all'isola di Avalon   (eserciti senza fine),
mai e poi mai   cavalieri più valorosi,
più nobili nomi   di grandi guerrieri,
più potenti paladini   da qualunque clima
potresti radunare   da oggi al dì del Giudizio.
Qui è fresco e profuma   il fiore del Tempo:
ne vivrà il ricordo   tra il grigiore dei giorni
come di luminoso luglio   quando è dicembre.
Conta su Gawain!   Possa Iddio conservarci
saldi nella speranza,   coesi nei cuori,
sigillati dal sangue   che ci corre nei corpi:
noi, Arthur e Gawain.   Mali più mortali
abbiamo già annientato,   affrontandoli uniti.
Ora prontezza è salvezza:   l'odio oscilla,
incerti consigli   ancora covano segreti.
Veloci come il vento,   viriamo a ovest
e rimontiamo il mare,   rapidi alla riscossa!"