SeeStan ChapLee

Wednesday, April 1, 2015

Tolkien, "The Fall of Arthur" 2: 159-177

Allora la Regina ragionò   con cuore calcolatore,
tra paura e prudenza.   Manifestando meraviglia,
sommessa, dopo un silenzio,   simulò e disse:
"Mio signore, inaspettato   arriva il tuo amore
e questa richiesta   che proponi così pressante.
S'impongono idee   che chiedono consiglio;
dammi una dilazione,   un attimo di tregua
prima di ricevere risposta.   Arrivasse Arthur,
sarebbe pericoloso promettere.   Puoi dimostrare
di saper scalare le rovine,   ghermendo la corona
a tempi tribolati?   In quel caso, il consenso
sarebbe subitaneo".   Lui reagì ridendo amaro:
"Che prova di potenza   chiede una prigioniera,
preda del pirata?   Che io sia sovrano o vassallo,
tra matrimonio e meretricio   tu scegli subito!
Entro stanotte sei tenuta   a dare risposta;
poi. . . sarebbero problemi".  E prese congedo.
Rapidi e rapaci   riecheggiarono i suoi passi
mentre ripercorrevano   il pavimento di pietra.