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Wednesday, April 15, 2015

Tolkien, "The Fall of Arthur" 3: 11-38

Là Lancelot,   al di sopra di leghe di mare
in furia spumeggiante,   da un'alta finestra
riguardava e rimuginava   solo soletto.
Tenue il tramonto,   abissale la sua angoscia.
Aveva tradito il Re   arrendendosi ad Amore,
ma abbandonando l'amore   non riebbe il Re.
Era finita la fiducia   in chi l'aveva infranta:
lui, lontano dall'amore   leghe di mare, ormai.
Sir Lancelot,   il Lord di Benwick,
anticamente il più nobile   cavaliere di Arthur,
di super-regale aspetto   tra i figli di re,
ammirato per l'audacia   nei fatti d'arme,
sempre più su degli altri,   fegato e fervore. . .
Tra compagni la cui   bellezza sbocciava,
il suo volto vinceva;   era diventato uomo
forte e cortese,   ben temprato come acciaio.
Chiara la sua carnagione,   corvini i capelli,
scuri e splendidi;   scuri pure gli occhi.
     Giallo-oro era Gawain,   giallo come il sole,
ma grigi gli occhi   dai raggi penetranti,
e tipo più taciturno.   Tutti lo onoravano
quasi quanto Lancelot,   né lui era geloso:
giudicando giustamente   il pari e l'impari,
dava totale devozione   solo al suo signore,
e né uomo né donna alla sua mente   era caro come
re Arthur.   Giornalmente guardingo,
sospettò la sovrana   prima ancora che l'ombra
grigia calasse   sulla gran gloria di lei.