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Wednesday, April 22, 2015

Tolkien, "The Fall of Arthur" 3: 63-86

Mordred di nascosto   mugugnando li spiava
tra l'ira e l'invidia,   la speranza e lo strazio.
Così il male si moltiplicò   e un'ombra oscura
estesa come un temporale   sulle corti di Arthur
illanguidì la luce,   abbuiando lentamente.
In quei giorni grigi   avvenne che Agravain
"mano che non molla"   fosse ammazzato
presso la porta;   era il pupillo di Gawain.
Subito le spade furono tratte   dai sodali
e la Tavola rotonda   tranciata a pezzi
a causa della rea regina.   Clangore di lame.
La Regina, imprigionata.   Con giustizia crudele
lei, fascinosa come fata,   fu deferita al rogo,
fu mandata a morte.   Ma la Morte aspetti!
Proprio allora Lancelot   venne come lampo
che tra tuoni cavalcanti   fiammeggi terribile,
con improvvisa incursione   impazzando:
antichi amici, lui   li trafisse e travolse,
come salici sbattuti,   sradicati dalla tempesta.
Gaheris e Gareth,   fratelli di Gawain,
caddero presso la pira;   così fece il Fato.
Lui liberò lei dal rogo,   la portò lontano.
La paura paralizzò tutti,   nessuno li inseguì,
perché la banda di Ban   lo protesse in battaglia.