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Thursday, May 21, 2015

Tolkien, "The Fall of Arthur" 3: 174-192

Però non pervenne   chiamata da Corte
né appello dall'amata.   Solo il vento veleggiò
sulle ampie acque,   irato e indifferente.
Ora la gloria di Gawain   -- che cavalcava dorata
come il sole verso ovest,   scaldando il mondo
prima di tuffarsi, rosso,   all'orlo dell'oceano --
abbagliava Arthur;   e l'Oriente si oscurava.
Guinever, acquattata   nelle grigie ombre,
a occhi aperti attendeva,   mentre il mondo tremava;
sempre più cupa di cuore   nell'agonia della gioia,
soppesava i pericoli   morbosa-mente,
e le speranze schiantate,   considerando come
plasmare le Parche dei maschi   ai propri fini.
Proprio allora Lancelot   oltre leghe di mare
guardava e rimuginava,   solo soletto,
con cuore dubbioso.   Era calata la notte.
Lui lasciò lì il corno,   non chiamò eserciti;
ponderò, e non partì.   Il vento ululava,
le torri fremettero,   scosse dalla tempesta.