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Sunday, May 31, 2015

Tolkien, "The Fall of Arthur" 4: 15-35a

L'alba sorse di soppiatto;   sulle facce scure
delle montagne millenarie   rivolte a levante
lampeggiò la luce.  La terra tutta scintillava.
E venne splendido il sole.   L'Aurora d'argento
emerse dal mare,   ascendendo abbacinante
per il cielo scoperto,   così blu e sublime.
I raggi attraversavano   obliqui le radure,
diagonali danzanti   nella fosca foresta;
gocce piovane percorrevano   foglie fruscianti
cadendo poi cristalline  come biglie.
Belve basite,   cinciallegre in ascolto.
Lenti come lupi   che battono i boschi,
cavalcavano accorti   i cacciatori di Mordred;
massicci, affamati   mastini li accompagnavano
fiutando le péste,   abbaiando feroci.
Cercavano la Regina   con freddo rancore,
ma li deluse la speranza   tra pietraie spaesate
e fecero stop, insoddisfatti,   sotto le colline
granitiche del Galles.   La guerra alle spalle,
buio in Britannia.   Il vento era stravolto,
Mordred mordeva il freno.