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Thursday, June 4, 2015

Tolkien, "The Fall of Arthur" 4: 35b - 60

               Il messaggio gli giunse
presso le scogliere   che davano a sud,
scoscese e scintillanti.   Sui fiori falciati
erano tese le tende,   come una cittadina
con vicoli e viali   brulicanti di voci,
invisibile tra valli,   in cima a colline
là sopra Romeril   dove acque argentine
scavano fino alla spiaggia   un basso sentiero.
Dall'est, da Angel,   dalle isole della bruma,
le autorità di Almain   ammassavano la flotta:
sotto le scogliere   le loro prue sagomate,
brune bandiere   svolazzanti alla brezza.
Venti favorevoli   increspavano le vie d'acqua;
sul pietrisco al sole,   smeraldine e argentee
le onde oscillavano   sotto giganti gessosi.
Su una tribuna di terriccio   Mordred attendeva
con occhi che osservavano   distante, a sud,
ond'evitare che il vento   depositasse d'improvviso
a riva l'armata di Arthur.   Aveva messo sentinelle
ai margini del mare   verso meridione,
che con e senza il sole   tenessero d'occhio
i guadi dalle colline.   Lassù aveva costruito
un sistema di segnali   funzionanti con il fuoco:
se arrivava Arthur,   avrebbero convocato
le truppe di difesa   dove era necessario.
E spiava, e aspettava,   e studiava i venti.