SeeStan ChapLee

Sunday, June 7, 2015

Tolkien, "The Fall of Arthur" 4: 61-85

Ivor fece il saluto   con voce nervosa
in piedi presso la tenda,   alto e pensieroso;
portava parole   dal Ponente, mal gradite.
"O Re -- gridò --   la Regina è dileguata!
La scia è svanita   tra rocce impervie,
cani e cacciatori   brancolano tra le colline.
Al regno remoto,   alle valli stregate
là dove Leodegrance   molto tempo fa
stava assediato,   Signore degl'incantesimi,
là è fuggita, libera.   Pochi però la amano.
Non aver più paura   della femmina fatata,
che crepi!   Che i suoi piedi mai più
tornino qui a tormentare   Mordred.
Cacciala dal cervello!   Cerca uomini,
non femmine,   feroci a fare la guerra.
Ora è la tua ora".   Qui abbassò gli occhi
e gli si legò la lingua.   Voltandosi lentamente
con aria di uragano,   rabbiosamente Mordred
lo fissò con occhi di fuoco.   "Fuori!" urlò.
"È il sovrano a scegliere   l'ora del sovrano.
Non intendi nulla!    Manchi la missione
dopo ridicole ricerche,   e osi presentarti
con lingua loquace   ammannendo a Mordred
consigli cretini?   Copriti dalla mia ira
e va' al diavolo,   che ti colga il colera!"